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Costa Concordia: un’operazione da 600 milioni di euro

Costa Concordia: un’operazione da 600 milioni di euro

Costa Concordia: un’operazione da 600 milioni di euroL’operazione di rimozione della Costa Concordia è una prima mondiale. Mai prima d’ora un relitto di più di cento metri di lunghezza era stato recuperato. Questa nave invece è un mostro da 30.000 tonnellate di acciaio.

I sommozzatori hanno costruito sul fondale marino una piattaforma che poggia su 21 piloni lunga una volta e mezza un campo di calcio. Un lavoro titanico, come spiega Franco Porcellacchia, vicepresidente della Carnival Corporation e responsabile del progetto di rimozione: “La peculiarità di questo progetto è che raddrizziamo una nave che è grandissima e non abbiamo dove appoggiarci, se non un fondale artificiale che abbiamo dovuto costruire. Questo è quel che rende incredibilmente grande e unica questa impresa “.

La piattaforma è stata concepita per fare da supporto alla nave durante la rimessa in asse, impedendole di scivolare sul fondale marino. Sulla murata emersa sono stati installati dei cassoni di galleggiamento identici a quelli posizionati a tribordo. A loro spetterà il compito di far galleggiare il relitto una volta raddrizzato.

Costo totale dell’operazione: circa 600 milioni di euro. 500 gli uomini che partecipano all’impresa.

La Costa Concordia, varata soltanto nel 2006, misura 290 metri di lunghezza, più di 35 di larghezza, ha una stazza di 114.000 tonnellate ed era costata poco meno di 450 milioni di euro.

Ma la rimozione è necessaria, nonostante il suo costo. Il relitto si trova infatti all’interno del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, il più grande Parco marino d’Europa. Prioritario anche il ritrovamento dei corpi di due delle 32 vittime che dal giorno del naufragio, avvenuto nella notte di venerdì 13 gennaio 2012, mancano all’appello.

‘‘È una grande preoccupazione, specialmente per noi e per le famiglie – dice Nicholas Sloane, che lavora al relitto – per cui quando la nave verrà raddirizzata, tramite telecamere subacquee, vedremo esattamente cosa c‘è sul fondale e le autorità cercheranno le persone che mancano. Questa è una delle priorità”.

Il capitano Schettino, intanto, accusato di omicidio plurimo colposo, lesioni plurime colpose e naufragio resta chiuso tra le quattro mura della sua casa a Meta di Sorrento, nel napoletano.