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Le Imprese Sono sempre più giovani unioncamere: 1 su 3 è di under 35

ImpreseLe imprese sono sempre più giovani UnioncamereNel terzo trimestre il saldo tra aperture e chiusure è di +13mila: il peggiore degli ultimi dieci anni. L’artigianato il settore che soffre di più. La spesa mensile delle famiglie crolla a quota 2.400 euro.

Secondo i dati forniti da Unioncamere, emerge un “esercito” di italiani under 35 che ha deciso di tentare la via del lavoro in proprio. Delle quasi 300mila imprese (296.008) nate tra gennaio e la fine di settembre, infatti, oltre 100mila (100.321, il 33,9%) hanno alla guida uno o più giovani con meno di 35 anni. Il saldo tra aperture e chiusure di imprese nel terzo trimestre è stato pari a +12.934, il valore più basso da dieci anni a questa parte.

Tra luglio e settembre 2013 si contano infatti 76.942 iscrizioni di nuove imprese (1.923 in più rispetto allo stesso trimestre 2012) e 64.008 cessazioni di esistenti (3.498 in più rispetto all’anno scorso).

I dati sono stati diffusi in occasione dell’assemblea di Unioncamere a Genova sulla natalità e sulla mortalità delle imprese relativi al terzo trimestre del 2013 secondo Movimprese, la rilevazione condotta da Infocamere sulla base del Registro delle imprese delle Camere di Commercio.

Sia per le iscrizioni sia per le cessazioni, si tratta di valori che rispecchiano, come è stato sottolineato all’assemblea, le difficoltà dell’economia reale del Paese. Per le iscrizioni si tratta del secondo peggior dato del decennio, appena migliore rispetto a quello del 2012 (75.019); lo stesso discorso si può fare per le cessazioni, che hanno fatto segnare il secondo valore più alto della serie decennale, dopo quello record del 2007 (68.524).

“Nei primi nove mesi del 2013 sono fallite 8.900 aziende, il 6% in più dello stesso periodo del 2012. Mentre gli impieghi delle banche verso le imprese si sono ulteriormente ridotti del 5% nell’ultimo anno”. Lo ha detto il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello, aggiungendo però che a “questo bollettino di guerra non vogliamo cedere perchè crediamo che l’Italia abbia energie e talenti sui quali contare per riscattarsi”.

“Le famiglie italiane – aggiunge Dardanello – versano in difficoltà sempre più gravi. Il patrimonio di ciascuno è mediamente diminuito in tre anni di oltre 4.300 euro. La spesa mensile è crollata a quota 2.400 euro. Il valore più basso dal 2005. Nel 2013 si stima che i consumi possano diminuire ancora del 2%”.

Ancora una volta è il mondo dell’artigianato a mostrare le sofferenze più acute: tra luglio e settembre il saldo tra aperture e chiusure di aziende artigiane è stato di 1.845 imprese in meno, il peggiore in assoluto degli ultimi dieci anni, segnalando per il settore una crisi sempre più profonda.